Riprendiamo un'opinione, con il titolo originale e non come modificato dalla redazione, di Enrico Iten, pubblicata sul Corriere del Ticino l'11 ottobre 2011

Ristorno ai frontalieri: pieno sostegno al Governo.

Idea Liberale segue ovviamente la campagna elettorale che prosegue con alterne fortune (e alterne presenze ai vari appuntamenti).   Settimana scorsa ho seguito una manifestazione di Montagna Viva. Tema della serata: “la collaborazione transfrontaliera”, con la presenza del Presidente della Regione Malcantone, del suo segretario, del Sindaco di Lavena Ponte Tresa che è contemporaneamente Presidente dell’associazione italiana dei comuni di frontiera. Serata serena e tranquilla, non fosse stato per il moderatore che insisteva nel voler portare assolutamente il discorso sul blocco parziale dei ristorni delle tasse dei frontalieri.

Quando c’è finalmente riuscito, Il Presidente dei comuni italiani di frontiera ha illustrato gli ovvii problemi che il mancato pagamento comporterebbe ai comuni interessati. Ha anche informato che per misteriosi motivi burocratici, il pagamento dei ristorni viene comunque riversato da Roma ai comuni italiani, al più presto nell’ottobre dell’anno successivo al versamento effettuato dalla Svizzera. Ciò significa che se Roma ricevesse in gennaio 2012 i ristorni oggi bloccati, ai comuni non arriverebbero più nel 2012 ma, nella migliore delle ipotesi, nell’ottobre del 2013.

Dopo il suo intervento c’è stato chi ha voluto dire peste e corna del blocco dei ristorni. In sostanza questa decisione avrebbe ripercussioni sulla collaborazione tra comuni italiani e svizzeri, ci sarebbero parecchi progetti comuni che rimarranno bloccati, che dovremmo sentirci in dovere di aiutare i comuni italiani, e via di questo passo…

Vivo sulla frontiera da una vita. Il presidente dei comuni italiani di frontiera mi conosce da parecchio tempo e sa bene che da municipale svizzero ho sempre cercato la collaborazione con le varie istanze al di là del confine. Collaborazione che per motivi che qui sarebbe lungo indicare, non risulta sempre così scontata da entrambe le parti. Non me ne vorrà quindi se affermo che ho davvero tutta la comprensione per i problemi dei comuni italiani, ma che questi devono essere risolti nel suo Paese e non nel nostro.  Con tutta la buona volontà, prima di aiutare i comuni al di là della frontiera, ci corre l’obbligo di aiutare prima di tutto noi stessi. E l’Italia da alcuni anni ci crea problemi ben più gravi di quelli che causiamo noi ritardando il pagamento – perché nessuno dubita che alla fine i ristorni verranno pagati nella loro interezza – di una ventina di milioni di franchi. A parte la signorilità e l’eleganza con cui veniamo apostrofati dal ministro delle finanze italiano, i problemi nostri con l’Italia oltre alla tassazione dei frontalieri, sono le black list, l’accordo sulla doppia imposizione e l’impossibilità pratica delle piccole e medie aziende svizzere a operare in Italia causa impedimenti burocratici assurdi. Problemi che alla lunga potrebbero causarci danni gravissimi, le cui conseguenze andrebbero ben oltre al mancato pagamento di alcune decine di milioni di franchi.

Per questo ribadisco il pieno sostegno espresso da Idea Liberale al Consiglio di Stato quando ha bloccato parte dei ristorni, dando così un segnale forse inusuale ma deciso, sia a Berna, sia a Roma. E sottolineo che Idea Liberale auspica che questa decisione venga mantenuta fin quando non verranno date garanzie serie che le trattative sui vari contenziosi in atto, inizieranno per davvero e non siano limitate a vaghe promesse di aver concordato una non meglio precisata ”agenda di discussione”.  Siamo tutti d’accordo che di simili decisioni energiche non bisogna abusare, perché in caso contrario sarebbe il caos. Ma, come dicono a Roma: quando ce vo’, ce vo’.

Se finalmente una volta tanto si è deciso di alzare la voce, è indispensabile che ora si vada fino in fondo, perché ritornando sui propri passi senza aver ottenuto  nulla di concreto, anziché rispetto, si susciterebbe solo commiserazione.