Pubblichiamo un'opinione di Sergio Morisoli, pubblicata sul Corriere del Ticino del 14.10.11

Ma il Ticino non è il Nord Italia

Spesso mi pare di percepire un'errore di prospettiva da parte di Berna nei rapporti con il Ticino. Prima ancora che sugli aspetti tematici dove ci possono essere pretese e soluzioni culturalmente diverse, è una sensazione forte quella di una geografia mentale diversa da quella che dovrebbe essere una geografia mentale federalista. Sono piccole grandi cose che alla lunga mi fanno capire che i decisori politici e gli esecutori burocratici della Confederazione ci considerano più un appendice italiana che si incunea nel massiccio delle alpi che un'appendice svizzera che si incunea nella pianura padana. Non mi sembra un dettaglio questo modo di percepire la geografia non fisica, ma mentale del nostro paese. I bilaterali avrebbero dovuto portarci enormi vantaggi perché ci aprivano sulla Lombardia; questo argomento è proprio l'espressione maestra che indica quanto la politica federale viva su un altro pianeta e con una geografia mentale al contrario. I probelmi di difesa della piazza finanziaria ticinese nei confronti dell'Italia fin dal primo scudo Tremonti erano minimizzati e banalizzati come problemi tra italiani evasori e banche ticinesi acconsenzienti; un problema di litigi tra "cincheli". hanno scoperto poi con grave danno che gli attacchi ai nostri forzieri provengono in modo orchestrato da diversi Stati UE e dall'America. Quando il Ticino aveva il più grande tasso di disoccupazione, ancora una volta era ritenuto per anni solo un problema locale, poi quando i disoccupati sono aumentati a Zurigo allora era un problema Svizzero. Idem per i premi casse malati che erano più alti in Ticino perché i ticinesi si ammalavano di più (sic), oggi sappiamo che i ticinesi non solo non si ammalavano di più ma hanno permesso di formare delle riserve di 300 milioni di franchi, pagando troppi premi! Idem per l'AI e i suoi abusi. Idem il famoso ristorno dei frontalieri, 38% in Ticino e 12.5% altrove! Insomma potrei continuare a lungo. Oggi il problema dei trasporti e della mobilità ha purtroppo a monte ancora questa tara: il Ticino non è visto come un tassello strategico per la Svizzera competitiva del futuro ma come una riserva (indiana?) da mantenere nel suolo orografico italiano. Finora ho parlato male degli altri, di chi non ci vede capaci e non ci vuole dare un ruolo essenziale e strategico per il resto della Svizzera. Noi però, politici ticinesi dobbiamo stravolgere questo modo di vederci. Non piagnucolando, frignando per farci dare un qualche vantaggiucolo. Se sarò eletto agli Stati voglio battermi per a) farci considerare ciò che siamo: cioè una delle 26 repubbliche che costituiscono la Svizzera e b) farci dare ciò che ci spetta. Per valorizzarci come una Repubblica oltre che Cantone Svizzero, ci diano la competenza di negoziare in politica estera direttamente con l'Italia; ci concedano poi altre autonomie settoriali che in virtù del principio di sussidiarietà iscritto all'articolo 5 della Costituzione ci potrebbero far comodo. Per darci ciò che ci spetta dovrebbero da subito togliersi dalla testa di chiudere il tunnel del Gottardo per 3 anni, appunto non siamo un pezzo di Italia che si può organizzare altrimenti ma un pezzo di Svizzera che valorizza strategicamente il tratto internazionale Nord Sud attaverso il Gottardo. Dovrebbero rispettare la decisione del popolo e la Costituzione e costruire il secondo tubo al Gottardo prima di fare la manutenzione di quello esistente. Si dice che non possiamo aumentare il traffico attraverso le alpi (Iniziativa delle Alpi, fu un'assurdità anche per altre questioni) ma non che non possiamo costruire altri tubi! Ma la cosa forse più importante da pretendere perché ci spetta è quella di rivedere le chiavi di riparto delle imposte, delle tasse e dei balzelli che tornano ormai in modo insufficiente verso il Ticino: ci davano 658 milioni nel 2001 e ci hanno dato 673 milioni nel 2010. Un aumento misero di 15 milioni sull'arco di 10 anni, nonostante le diverse imposte e tasse federali sono rincarate, le entrate per Berna di queste diverse tasse sono aumentate, gli incassi "ticinesi" inviati a Berna sono aumentati basti pensare ad esempio solo  all'Imposta alla fonte o all'imposta preventiva. Se poi aggiungiamo che la Banca nazionale non ci darà più nulla per diversi anni grazie alle sue acrobazie monetarie…Non dobbiamo andare a Berna con il cappello in mano cercar eprivilegi, ma con coraggio pretendere il giusto e dirgli di lasciarci fare direttamente e liberamente alcune cose, che è poi quello che fa stare in piedi il nostro federalismo che moltissimi in UE ci invidiano.