Riprendiamo un'Opinione di Tullio Righinetti, fondatore di Idea Liberale, pubblicata sul Corriere del Ticino

A BOCCE FERME MA NON DEL TUTTO

A due settimane dal voto per le fede­rali le bocce dovreb­bero essere ferme, in particolare per il Nazionale. Il pastic­ciaccio del pari e patta tra due candi­dati del PPD invece, mantiene parzial­mente incerta la so­luzione. L'organizzazione cantonale non ha certamente brillato. In questioni di interesse pubblico, con di mezzo un vo­to popolare, i segreti non devono esiste­re. I dubbi su fughe di notizie sono legit­timi: un segreto noto a più di una per­sona è già conosciuto da una di troppo per restare tale.
I risultati dicono che la scelta popolare per la Camera bassa ha premiato il cen­trodestra. IdeaLiberale esce soddisfatta dalla contesa perché vede la propria idea politica avanzare e spera che l'opera non sia ancora del tutto compiuta. Il centro­destra ha vinto: lo dicono in maniera semplice ed esplicita il numero e i nomi degli eletti. Più lunga ancora la dicono i nomi dei non eletti. Il crollo numerico frenato ha fatto dimenticare al PLRT persino la perdita secca di aprile. Così, un po' alla chetichella, è stato deciso di mettere in naftalina il rapporto Cava­dini che aveva raccolto consensi per il suo corretto e crudo realismo. La boc­cata d'ossigeno è stata seguita da un col­po di spugna. Chissà come la pensa chi quel rapporto lo ha redatto con tanta convinzione? A proposito di leadership si è ancora ai piedi della scala un po' ovunque come ha saggiamente rilevato Giovanni Galli da queste colonne pochi giorni fa.
Intanto il presidente nazionale del PLR, dopo averla scampata per una mancia­ta di voti, ipotizza la sostituzione degli elettori. È proprio quanto stava scritto nero su bianco in una sua intervista ri­lasciata prima del voto del 23 ottobre.
Nel PPD due candidati hanno tagliato il traguardo a braccetto, ma poi hanno rifiutato di darsi la mano, dicendosene un po' di tutti i colori per interposti me­dia. Le conseguenze non sono al momen­to note ma il cielo è un po' meno azzur­ro e i temporali in vista. Il PS mette un velo sulla durissima sconfitta con l'eufo­ria di una possibile candidatura al Con­siglio federale della sua deputata di mag­gior spicco. I Verdi si erano forse fatti ec­cessive illusioni ma non accettano lezio­ni dalla sinistra. Lega e UDC sono eu­forici e guardano agli Stati dove la par­tita al di là dei numeri potrebbe essere ancora aperta.
È ora di pensare al ballottaggio del 20 novembre per il Consiglio degli Stati. Il risultato di Filippo Lombardi, previsto al di là dei sondaggi, premia chi a Ber­na ha lavorato per il Ticino per ben do­dici anni. Il drappello che segue ha scar­ti numerici non trascendentali. Franco Cavalli (PS) ha fatto una buona vota­zione, ma difficilmente potrà progredi­re in maniera sostanziale. Fabio Abate (PLR), il secondo arrivato, ha verosi­milmente beneficiato della mobilitazio­ne dei fedeli del partito avvenuta gli ul­timi giorni in seguito all'accorato ap­pello al coro: «Salvate il soldato Ful­vio». Difficilmente potrà abbracciare la sinistra nell'intento di ricevere ulterio­ri appoggi dal PS, a meno di un coscien­te autolesionismo. Intanto l'associazio­ne radico-socialista Incontro Democra­tico sponsorizza Abate e Cavalli con tra­vasi di bile anti-Morisoli. Nulla di nuo­vo. I ticket, lo si voglia o meno, comin­ciano a circolare con Lega-UDC che fanno chiaramente i nomi di Lombar­di e Morisoli. Una mossa che potrebbe mettere in difficoltà gli altri partiti, spe­cie il PLRT che con Dick Marty non po­teva far finta di non andare a braccet­to con il PS, ma oggi un'uscita simile con Cavalli rischierebbe di trasformar­si in un boomerang.
Morisoli era e resta il candidato della destra, vicino per intenti politici canto­nali e federali al futuro presidente del Consiglio degli Stati pipidino, l'unico si­curo di un'elezione che potrebbe diven­tare un plebiscito.
Per il Ticino quella che si presenta è un'occasione irripetibile: c'è la reale pos­sibilità di mandare a Berna due senato­ri che votino nel medesimo modo, raf­forzando e non annullando l'influenza del Ticino come avvenuto nelle ultime legislature (un fatto ammesso sia da Lombardi che da Marty). La cosa sta prendendo forza anche grazie alla ten­denza di centrodestra della squadra che andrà al Nazionale capitanata da mi­ster 33.653 voti Lorenzo Quadri (Lega). Per concretizzarsi in numeri occorre un segnale chiaro che coinvolga l'elettora­to. Sarebbe la vittoria della maggioran­za dei ticinesi.