Ripendiamo qui un'"Opinione" di Athos Ambrosini, membro di Idea Liberale, pubblicata il 20.09.11 sul Corriere del Ticino

LA BANCA NAZIONALE SARÀ LA NOSTRA ROVINA ?

? Poche settimane fa scrivevo sulle co­lonne di questo gior­nale un articolo in­titolato «Fermate la Banca nazionale svizzera!» in cui spiegavo quanto fos­sero inutili e danno­se le politiche dei tassi allo 0% e della monetizzazione del debito applicate fi­no a quel momento.
Che fossero totalmente inutili lo hanno già dimostrato le vicende di questi ulti­mi giorni, mentre quanto saranno dan­nose lo vedremo solo in futuro.
Ora però i tecnocrati della nostra Ban­ca nazionale hanno deciso, fissando un cambio minimo euro-franco, che non siamo più in un'economia di mercato dove si commerciano liberamente beni e servizi al prezzo ritenuto opportuno, ma piuttosto in un'economia statalista dove il pianificatore fissa i prezzi per de­creto.
Gli evidenti problemi di parte dell'indu­stria di esportazione e del settore turisti­co dovuti al cambio andrebbero però af­frontati in altro modo e non attraverso una misura dai rischi sproporzionati ri­spetto ai benefici.
La storia ci insegna che i tentativi di con­trollo dei prezzi hanno spesso avuto ri­sultati catastrofici (Manzoni lo ha ma­gistralmente narrato nelle pagine dei Promessi Sposi), la teoria economica ci dice invece che, se tutto va bene, siamo rovinati.
Siamo rovinati perché una prolungata azione di forza della BNS, come quella che si sta delineando, trasferirebbe di fat­to parte dei nostri risparmi a tutti colo­ro che vorranno liberarsi di euro.
Quando parlo di risparmi, ci tengo a sot­tolinearlo, non intendo solo i conti ban­cari ma soprattutto le casse pensioni e le rendite.
Per quanto possa sembrare assurdo i pri­mi a lamentarsi degli effetti collaterali di una tale politica, ovvero di pensioni troppo basse, rendite insufficienti, sala­ri sotto pressione, polarizzazione della ricchezza e quant'altro, potrebbero esse­re, fra qualche anno, molti degli stessi che oggi applaudono questo intervento o che magari lo giudicano addirittura insufficiente!
L'aggancio franco-euro attraverso una prova di forza, che, comunque vada, po­trebbe risolversi solo in un penoso falli­mento, sarebbe inoltre dal mio punto di vista illegale perché contravverrebbe al­l'articolo 5 della «Legge federale sulla Banca nazionale svizzera» in cui è chia­ramente scritto: «La Banca nazionale svolge la politica monetaria nell'interes­se generale del Paese. Essa garantisce la stabilità dei prezzi.» L'interesse generale del Paese non è pe­
rò legare il franco svizzero ad una mo­neta avviata sulla via del fallimento, né tantomeno lo è bruciare i risparmi di una vita dei cittadini svizzeri sull'altare della presunta necessità di una svaluta­zione competitiva che, come ogni svalu­tazione competitiva, porterebbe solo van­taggi di breve durata ma non nel lungo periodo.
Riguardo alla stabilità dei prezzi mi pia­cerebbe ricevere maggiori spiegazioni da parte di qualche funzionario della BNS in quanto non capisco proprio come fa­rebbero a garantirla se dovessero real­mente arrivare a stampare centinaia di miliardi di franchi.
Secondo il mio modesto parere è impos­sibile e si violerebbe perciò la legge.
A peggiorare questa già di per sé diffici­
le e pericolosa situazione vi è poi la can­didatura del signor Hildebrand (presi­dente della BNS) alla testa del Financial Stability Board.
Questo tecnocrate, che dati i risultati ot­tenuti avrebbe già dovuto esser stato so­stituito da tempo, potrebbe arrivare a distruggere il franco svizzero, e con esso i nostri risparmi, solo per dimostrare la propria durezza ed inflessibilità.
Oggi, volendo usare una metafora, la Banca nazionale è un medico che ha ga­rantito al proprio pazienze di poter gua­rire il suo mal di testa e, dopo vari ten­tativi, ha dichiarato di aver a disposi­zione una cura infallibile: la rivoluzio­naria ghigliottina.