La Banca Nazionale sarà la nostra rovina?
LA BANCA NAZIONALE SARÀ LA NOSTRA ROVINA ?
? Poche settimane fa scrivevo sulle colonne di questo giornale un articolo intitolato «Fermate la Banca nazionale svizzera!» in cui spiegavo quanto fossero inutili e dannose le politiche dei tassi allo 0% e della monetizzazione del debito applicate fino a quel momento.
Che fossero totalmente inutili lo hanno già dimostrato le vicende di questi ultimi giorni, mentre quanto saranno dannose lo vedremo solo in futuro.
Ora però i tecnocrati della nostra Banca nazionale hanno deciso, fissando un cambio minimo euro-franco, che non siamo più in un'economia di mercato dove si commerciano liberamente beni e servizi al prezzo ritenuto opportuno, ma piuttosto in un'economia statalista dove il pianificatore fissa i prezzi per decreto.
Gli evidenti problemi di parte dell'industria di esportazione e del settore turistico dovuti al cambio andrebbero però affrontati in altro modo e non attraverso una misura dai rischi sproporzionati rispetto ai benefici.
La storia ci insegna che i tentativi di controllo dei prezzi hanno spesso avuto risultati catastrofici (Manzoni lo ha magistralmente narrato nelle pagine dei Promessi Sposi), la teoria economica ci dice invece che, se tutto va bene, siamo rovinati.
Siamo rovinati perché una prolungata azione di forza della BNS, come quella che si sta delineando, trasferirebbe di fatto parte dei nostri risparmi a tutti coloro che vorranno liberarsi di euro.
Quando parlo di risparmi, ci tengo a sottolinearlo, non intendo solo i conti bancari ma soprattutto le casse pensioni e le rendite.
Per quanto possa sembrare assurdo i primi a lamentarsi degli effetti collaterali di una tale politica, ovvero di pensioni troppo basse, rendite insufficienti, salari sotto pressione, polarizzazione della ricchezza e quant'altro, potrebbero essere, fra qualche anno, molti degli stessi che oggi applaudono questo intervento o che magari lo giudicano addirittura insufficiente!
L'aggancio franco-euro attraverso una prova di forza, che, comunque vada, potrebbe risolversi solo in un penoso fallimento, sarebbe inoltre dal mio punto di vista illegale perché contravverrebbe all'articolo 5 della «Legge federale sulla Banca nazionale svizzera» in cui è chiaramente scritto: «La Banca nazionale svolge la politica monetaria nell'interesse generale del Paese. Essa garantisce la stabilità dei prezzi.» L'interesse generale del Paese non è però legare il franco svizzero ad una moneta avviata sulla via del fallimento, né tantomeno lo è bruciare i risparmi di una vita dei cittadini svizzeri sull'altare della presunta necessità di una svalutazione competitiva che, come ogni svalutazione competitiva, porterebbe solo vantaggi di breve durata ma non nel lungo periodo.
Riguardo alla stabilità dei prezzi mi piacerebbe ricevere maggiori spiegazioni da parte di qualche funzionario della BNS in quanto non capisco proprio come farebbero a garantirla se dovessero realmente arrivare a stampare centinaia di miliardi di franchi.
Secondo il mio modesto parere è impossibile e si violerebbe perciò la legge.
A peggiorare questa già di per sé difficile e pericolosa situazione vi è poi la candidatura del signor Hildebrand (presidente della BNS) alla testa del Financial Stability Board.
Questo tecnocrate, che dati i risultati ottenuti avrebbe già dovuto esser stato sostituito da tempo, potrebbe arrivare a distruggere il franco svizzero, e con esso i nostri risparmi, solo per dimostrare la propria durezza ed inflessibilità.
Oggi, volendo usare una metafora, la Banca nazionale è un medico che ha garantito al proprio pazienze di poter guarire il suo mal di testa e, dopo vari tentativi, ha dichiarato di aver a disposizione una cura infallibile: la rivoluzionaria ghigliottina.