Riprendiamo un articolo di Sergio Morisoli pubblicato sul Giornale del Popolo il  07.11.2011

TICKET O NON TICKET, SI TRATTA DI FARE UNA SCELTA CHIARA

Era il 5 luglio di quest’anno quando, durante la presentazione della mia candidatura ufficiale per il Consiglio degli Stati, i due presidenti Bignasca e Rusconi annunciarono che a determinate condizioni avrebbero dato la loro seconda crocetta preferenziale a Filippo Lombardi. Da allora Lega e UDC sono sempre state coerenti e ora sostengono ufficialmente, oltre a me, anche Filippo Lombardi. Non si tratta di formare un duo contro un altro duo, ma, come spiegato concretamente da Bignasca e da Rusconi, si tratta di rafforzare la posizione del Ticino alla Camera dei Cantoni inviando due politici non identici ma complementari e in accordo sui temi che contano per il Ticino: bilaterali, Europa, transiti, fiscalità, piazza finanziaria, famiglia, energia, regioni di montagna, centri urbani, disoccupazione, casse malati, federalismo, neutralità, democrazia diretta, autonomia dei Cantoni, flussi finanziari. Insomma un abbinamento che privilegia la concretezza e l’efficacia dei due ticinesi agli Stati a Berna piuttosto che un fumoso ticket che dovrebbe salvare gli equilibrismi astratti delle ideologie: destra sinistra, progressisti conservatori, statalisti mercantilisti ecc…

In questo momento il Ticino ha bisogno di contare di più agli Stati e si sa che solo uniti si può vincere. Ognuno di voi ha a disposizione due crocette per esprimere le sue preferenze, Lega, UDC e IdeaLiberale hanno comunicato la loro seconda preferenza. In questi giorni molti vorrebbero che il PPD facesse altrettanto nei miei confronti. Io sono dell’avviso che sarebbe gradito ma non necessario. Al contrario voglio parlare io a loro. Penso infatti che gli elettori del PPD abbiano capito perfettamente la posta in gioco e soprattutto abbiano in chiaro che mandare agli Stati due rappresentanti tra di loro in antitesi, con valori praticamente opposti, come nelle ultime 3 legislature, o peggio non profilati, non giova più nulla al Ticino. Gli elettori del PPD mi conoscono da anni, hanno certamente seguito la mia tribulata storia politica magari non condividendola fino in fondo, ma certamente sanno che so sopportare ingiurie, rialzarmi e battermi per molti valori che ho in comune con loro. La sussidiarietà come chiave per valorizzare la società civile rispetto allo strapotere dello Stato, e congiuntamente la solidarietà verso i più deboli. E’ proprio la solidarietà verso i più deboli che in questo momento ci deve accomunare di più. I più deboli, verso i quali sono chiamato a fare politica sono: la nostra gente che nonostante le casse piene federali e cantonali devono sempre pagare di più e ricevere di meno; i giovani che pur ben formati non trovano un lavoro; gli anziani che fanno fatica a far quadrare i conti; le famiglie spennate dalle casse malati e dalle tasse; le coppie giovani impaurite; i piccoli e medi imprenditori, gli artigiani e i piccoli commercianti, i ristoratori e albergatori di cui nessuno se ne occupa e sono sempre e solo chiamati alla cassa; la gente di frontiera che vive con la paura; i lavoratori che vedono il loro salario scendere a causa di una concorrenza di frontiera non controllata e troppo forte; i frontalieri stessi concorrenziati ferocemente da altri che accettano salari e condizioni ancora più bassi. Siamo poveri anche se saremo esclusi dal resto della Svizzera a causa: dell’ Alptransit interrotta fino al 2030; della negazione di un secondo tunnel al Gottardo; della chiusura per 3 anni per manutenzione del Gottardo; della cocciutaggine di Berna a negoziare con l’Italia da sola senza mettere noi in campo; dei capricci di Roma contro la piazza finanziaria ticinese; dei bilaterali in mano ai burocrati e che al Ticino se non rinegoziati portano solo svantaggi; della dimenticanza che siamo anche un cantone alpino; del lasciare una grande Lugano isolata di qua dalle alpi. Ecco la sussidiarietà e la solidarietà a livello federale oggi la voglio applicare a queste problematiche. I 34’235 che mi hanno dato la loro preferenza al primo turno, e che ringrazio, penso che abbiano capito che sono conservatore nei valori che fanno la Svizzera, liberale nell’economia di mercato, ma anche solidale con chi ne ha davvero bisogno. Contrariamente ad altri io non sono un super uomo che ce la farà da solo; sono un politico che invece umilmente ha bisogno e chiede l’aiuto e il voto di tutti per farcela; e vorrei poterli rappresentare poi tutti alla Camera dei Cantoni. Non è una questione di ticket ufficiale o non ufficiale. E’ una questione di scegliere, dando due crocette, le due persone più affini che interpretino meglio e uniti i bisogni del Ticino.

Ultimo aggiornamento ( Domenica 13 Novembre 2011 23:18 )